lunedì, 30 aprile 2007
la Centrale Elettrica Giovanni Montemartini

    Entrando nel museo, si avverte ancora nell'aria l'odore dell'olio lubrificante delle macchine della prima centrale elettrica municipalizzata di Roma, la Giovanni Montemartini... Sorta sulla Via Ostiense, tra i mercati generali e la sponda sinistra del fiume Tevere, la centrale fornì luce alla città per oltre cinquant'anni.

    E luce fu
    La notte del 30 giugno del 1912, più della metà delle vie e delle piazze romane sono inondate dalla luce chiarissima prodotta dalla nuova centrale elettrica. Con soddisfazione degli utenti, l'illuminazione è più che raddoppiata e i prezzi sono più bassi di quelli offerti dalle aziende private, che sino a quel momento hanno gestito l'elettricità della città. La crescita dei consumi impone un continuo ammodernamento della centrale, rimasta attiva anche durante la seconda guerra mondiale. Anzi è l'unico impianto di produzione energetica ancora funzionante quando le truppe alleate entrano a Roma nel 1944. Il declino della centrale inizia nel 1963 quando una parte delle sue strutture è messa fuori servizio.

    Tempi moderni
    Nel 1997 la vecchia centrale apre le porte al pubblico come splendido esempio di archeologia industriale. Nel soffitto della sala colonne, la prima che s'incontra entrando nel museo articolato su tre piani, sono ancora visibili le tramogge, enormi contenitori in muratura che si riempivano delle scorie del carbone, usato per l'alimentazione delle caldaie. L'apertura dei grandi portelloni alla base di queste strutture permetteva il recupero delle ceneri che, riversate nei grandi camion comunali del servizio giardini, erano usate per drenare il terreno delle ville e dei parchi della città.

    Attraverso una grande scalinata si accede alla sala macchine, che sembra l'interno di una moderna cattedrale innalzata per la celebrazione della tecnologia. Due motori diesel alti circa 20 metri, pesanti 81 tonnellate ciascuno e un tempo capaci di sviluppare una potenza totale di 15 mila HP colpiscono per la loro imponenza. I colossali motori a due tempi, costruiti dalla ditta Franco Tosi di Legnano e installati nel 1933, sono i gemelli di quelli che lo stesso anno permisero alla nave da crociera Rex di compiere la traversata più veloce dell'oceano Atlantico.

    Le macchine e gli dei
    La scenografia del museo richiama quella di film che hanno fatto la storia del cinema, come Metropolis di Friz Lang e Tempi moderni di Charlie Chaplin.

    In questa cornice sono esposti i marmi antichi della Roma di Cesare e Augusto, una collezione di oltre 400 sculture provenienti dai Musei Capitolini, che illustrano i momenti più significativi della crescita della città in un percorso cronologico che dalle fasi più antiche arriva fino al IV secolo d.C. L'accostamento delle testimonianze dell'archeologia classica con i motori diesel e le caldaie a vapore, in un avveniristico fondale di tubi, passerelle e scalette di metallo, sembra esaltare la sensualità delle sculture marmoree e scandire il flusso del tempo.

  
           
    Luca
postato da: ioeilmare alle ore 20:46 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 30 aprile 2007
Il capitano fissava la notte dal battello del suo esistere.
Ne aveva viste di navi attraccare in quel porto ,ne aveva viste di stelle suggerirgli il passaggio,ma ogni volta era l’ennesimo errore, il magro risveglio da un mondo troppo lontano.
Viveva ovattato nella sua segretezza,timido uomo alla ricerca di se.
Quanti amori vuoti, quanti amori di gesso aveva assaggiato su quel tavolo freddo.
Cercava volti amici, volti di cui innamorarsi;cercava un cuore da sfiorare,chiedeva un sogno da stringere nelle sue piccole mani.

“Quand’è che arriverà quel che voglio!? Quando ritornerò a sorridere!?” Ripeteva alla notte di onde inquiete .
Un uomo dalla falsa età,dai capelli dorati e dal sorriso invisibile.Sempre chiuso nei suoi pensieri,sempre indietro al cospetto del tempo.
Non si piaceva,invidiava tutto degli altri:le loro bellezze fresche,i loro sorrisi,le loro intelligenze e le loro ironie.
Allo specchio cercava l’altra maschera da indossare, un’apparente calma da raccogliere.
Era da tempo che distruggeva la sua anima sul letto di tante donne,dandosi senza risparmio,
senza chiedere altro,tanto altro non gli avrebbero dato…..
Ma si sa,quando stai per toccare il fondo,un fiore riesce a nasce perfino dalle sabbie di un deserto.
Era un giorno degli ultimi di marzo, una serata qualunque, un amico qualunque: ed ecco approdare dagli alberi del giardino la sua fortuna, l’altra parte del suo cielo!
Non c’erano frasi che potessero raccontarla,né quadri che riuscissero a lambire la sua immensità.
Uno sguardo,un sorriso, la sua voce,le sue mani….
Era lei,si! Finalmente lei! Qualcuno lassù si era ricordato del capitano, qualcuno aveva pensato a lui.
Timoroso ed impacciato le tese la mano tremando;lei indubbia lo raccolse via con se, per comporre i versi di un nuovo capolavoro.
Quante volte, per paura ,le fece del “male”, quante volte fece piangere quella stella, e quante altre quella creatura lo riprese dal fango,dalla sua inquietudine insita.
Passo dopo passo, mano nella mano,i loro spiriti si strinsero in volo, scoprendo il brivido del primo bacio, il chiarore di quella magia; liberati da fardelli e catene diedero vita ai loro sogni….

Il capitano è lì davanti al mare, ma accanto a se adesso c’è un “veliero” ,che limpido lo lascia correre via , sulle onde luccicanti di acque, finalmente quiete….
"
Postato il Monday, 06 June @ 15:40:54 CEST di Poesia


www.poesiaonline.net/modules.php

 
postato da: ioeilmare alle ore 19:45 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 30 aprile 2007
Parlavo oggi con una mia carissima amica...mi chiede: come stai, Luca?
Gia..come sto??
Abbastanza bene...in questo momento mi sento come una bella arancia, piena e colorata alla quale manca di netto uno o due spicchi. Prorpio non ci sono.
Però ho deciso che, per ora curo il resto dell'arancia...gli spicchi arriveranno...quel vuoto, prima o poi verrà riempito.
Al momento non posso fare diversamente...se tentassi ora di colmare quel vuoto, rischierei di far marcire tutto il resto.
Per cui...si, direi che sto abbastanza bene...quando sarà tempo, il mio angelo arriverà.
ne sono certo.

Luca
postato da: ioeilmare alle ore 19:29 | Permalink | commenti (3)
categoria: