venerdì, 31 agosto 2007


Pubblico questo post di sabato perchè so che tanto sono quasi tuti via...a tutti gli effetti questo è un post della serie " e chissenefrega....".
Nuova postazione di comando...stasera mi sono finalmente deciso a montare la libreria che mi sono costruito. Un degno posto per i mie libri marittimi e per la postazione PC.
La foto non rendo molto...ma sono soddisfatto di quello che è venuto fuori da una settimana di lavoro.
Devo solo finire di dipingere quei profili che si vedono in fronte ai ripiani...verranno dello stesso colore del resto della struttura.
Mi piace...
Basta.....
Ok?
Luca
postato da: ioeilmare alle ore 20:11 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 29 agosto 2007


 Isola di St. Marteen.
Quella che si vede è una classe Grand Princess.
Quando entrò in servizio la Grand Princess (fine anni novanta,'98, se non sbaglio) era una nave rivoluzionaria.
Tecnologicamente molto più avanzata delle altre aveva anche  una stazza incredibile...ben 110 mila tonnellate ed una unghezza di 289 metri.
Altissima, oltre sessanta metri, vista da vicino è davvero imponente...forse un poco squadrata, riesce ad avere comunque una linea interessante.
La Grand Princess è, in effetti il simbolo della nuova sfida lanciata dalla moderna ingegneria navale, che dispone di mezzi fino a pochi anni fa inimmeginabili.

Lunga quanto tre campi da calcio allineati, alta come un palazzo di quindici piani, sostenuta da una struttura in acciaio che pesa quanto tre Torri Eiffel: un progetto innovativo, un prodotto industriale di alta tecnologia, eccezionale per dimensioni e complessità.


Unico ponte con il passato sembra essere Il viaggio inaugurale. La  Grand Princess ha seguito la stessa rotta oceanica dell’ormai leggendario Titanic...(Southampton – New York),


Luca

postato da: ioeilmare alle ore 19:22 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 27 agosto 2007
Senti quella pelle ruvida.
Un gran freddo dentro l’anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l’angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un’eternità…
Quel dolore che non sai cos’è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E’ un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole.
Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei,
per vedere ciò che non vedi.
L’energia, l’allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti si, sempre si,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quei pesi sul cuore.
Nasconderti le nuvole,
quell’inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c’è chi dimentica
Distrattamente un fiore una domenica
E poi… silenzi. E poi silenzi.
Nei giardini che nessuno sa
Si respira l’inutilità.
C’è rispetto grande pulizia,
è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti si.
E sussurrarti non arrenderti
nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po' del tuo amore.
Stelle che ora tacciono,
ma daranno un segno a quel cielo.
Gli uomini non brillano
Se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte…
non lasciarli adesso no.
Che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pure avendo a volte non diamo.
Dimentica, c’è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi silenzi. E poi silenzi
postato da: ioeilmare alle ore 19:34 | Permalink | commenti (3)
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