sabato, 28 marzo 2009

“SULLA ROTTA DEI COSULICH. NAVI E CANTIERI TRA L’ADRIATICO,  TRIESTE E GENOVA”

28 Marzo – 28 Settembre 2009

Galata Museo del Mare  - Galleria dell’Esposizioni – 2°piano

Inaugurazione su invito 27 marzo ore 18.00

 

27.03.09 Il Galata Museo del Mare inaugura oggi alle 18.00, apertura al pubblico domani 28 marzo,  la mostra “Sulla rotta dei Cosulich. Navi e cantieri tra l’Adriatico, Trieste e Genova”, dedicata alla lunga e avventurosa vicenda umana e storica della famiglia Cosulich.  Imprenditori marittimi originari di Lussino i Cosulich sono stati protagonisti attivi della storia della navigazione e dell’imprenditoria marittima fin dalla seconda metà dell’Ottocento con la costruzione delle “bark” – i “brigantini a palo” – nei quali imbarcavano gli equipaggi di isolani per battere ogni angolo del Mediterraneo alla ricerca di carichi e affari,  fino ai giorni nostri che vedono la famiglia ancora protagonista del mondo dello shipping. 

L’esposizione è promossa dall'Associazione Promotori Musei del Mare onlus con il sostegno della Fratelli Cosulich s.p.a. ed è organizzata dal Mu.MA Istituzione Musei del Mare e della Navigazione di Genova in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Trieste e dai Civici Musei Scientifici della città giuliana.

 

La mostra è concepita per condurre il visitatore in maniera cronologica lungo la rotta dei Cosulich. 

 

Dagli inizi fino alla Prima Guerra Mondiale ( fine 800 – 1914)

Una serie di opere (captain’s paints, documenti, testimonianze) relative alla marineria austriaca di fine ‘800,  provenienti da collezioni private, introducono il visitatore alla storia della famiglia Cosulich e al contesto storico in cui inizia ad operare. Oggi, per noi, l’Austria è un paese mitteleuropeo, tra pianure e montagne e facciamo fatica a pensare che, nell’Ottocento era una potenza navale. Tanto che sconfisse duramente un paese molto più “marinaro” per vocazione come l’Italia nella battaglia navale di Lissa (1866). I segreti di questa “potenza”? Almeno due: da una parte un approccio tecnologico e innovativo al mondo della costruzione navale (scafi, corazze, motrici a vapore, siluri) anche in collaborazione con i progressi dei tedeschi, dall’altra, gli equipaggi: un mix di giuliani, istriani e dalmati che univano a doti di disciplina e capacità di sacrificio, fortissime capacità nautiche.

E’ da questo mondo, che la “dinastia” dei Cosulich prende le mosse, mettendo a frutto capacità tecniche e risorse umane in una stagione di grandi cambiamenti nel mondo della navigazione. Cambiamenti testimoniati dai bellissimi modelli di navi proveniente dal Civico Museo del Mare di Trieste (di scuola austriaca) che illustrano il delicato passaggio tecnologico da velieri a piroscafi utilizzati successivamente per le grandi migrazioni verso l’America del Nord.

 

L’emigrazione, come testimoniato anche dalla mostra  in corso al Galata “ La Merica ! Da Genova a Ellis Island negli anni della grande emigrazione” che illustra, per lo stesso periodo, 1892-1914, l’evoluzione e le modalità della migrazione italiana, è un fenomeno redditizio così importante tanto da indurre la famiglia Cosulich a diversificare ed espandere i traffici e le attività: così Trieste, diventa negli stessi anni di Genova, uno dei più importanti terminali mediterranei dell’emigrazione. Anticipazione di quella “diarchia” che segnerà la storia marittima del ‘900 italiano.

 

Documentazione, modelli dello scalo, fotografie ed ingrandimenti testimoniano la nascita del cantiere navale di Monfalcone (di cui quest’anno ricorre il centenario della fondazione) voluto proprio dai Cosulich per chiudere un ciclo produttivo: dalla costruzione di navi (piroscafi, per lo più per emigranti), alla loro immissione in linea d’emigrazione, al loro sfruttamento per ottenerne il massimo vantaggio commerciale.

 

Dal 1915 alla crisi del 1929

Ma con lo scoppio della prima guerra mondiale e con il bombardamento della città triestina nel 1915 la strategia economica della famiglia deve mutare. Il blocco bellico dei commerci austroungarici, se ferma le navi, ne impedisce la distruzione (cosa che avviene invece per gli armatori italiani) e i Cosulich attendono un “cambio” che diventa sempre più evidente. Nel 1918 questo si manifesta con l’annessione di Trieste all’Italia. Un passaggio complesso, segnato da una classe dirigente economica che, puntando sulla triestinità conta di  passare da una economia fortemente dipendente da Vienna (e in particolare, dalle banche e dal supporto legislativo) a una “autonomistica” italiana.

 

In questo contesto i i Cosulich giocano un ruolo fondamentale. Essi fondano nuove compagnie, rimettono mano al cantiere distrutto, impegnano tutte le risorse accumulate durante la guerra. La mostra esprime, con molti documenti, foto e modelli, questo periodo critico, in cui lo sforzo è principalmente quello di “ricostruire” e su basi differenti. Per i Cosulich, si torna a navigare e a fare costruzioni navali, mettendo a frutto quella esperienza e tecnologia che hanno assunto quali elementi fondanti del loro modo di fare shipping.

 

E a questo periodo appartengono le due navi che rappresentano l’apice della celebrità dei Cosulich in quegli anni: il Saturnia e il Vulcania, due eccezionali transatlantici in cui il gusto eclettico si accompagna alla nuova tecnologia, quella dei motori diesel. Sono navi per passeggeri e turisti, di grande qualità e affidabilità (in effetti resteranno in esercizio fino agli inizi degli anni ’60, quando saranno sostituiti dalle T/n Michelangelo e Raffaello). Il mondo è cambiato, la meta è ancora l’America, ma le navi degli emigranti sono ormai un ricordo. Nella mostra questa parte è rappresentata dai modelli,  e dai molteplici reperti del tempo: da elementi delle dotazioni di bordo, ai cartelli pubblicitari alla numerosa produzione tipografica di bordo.

 

La crisi del 1929

Questo sforzo di rinnovamento e questo investimento massiccio – in larga parte distribuito proprio nel cantiere di Monfalcone - verrà travolto dalla crisi del 1929. Dagli States l’onda tellurica finanziaria si abbatte anche in Italia e una delle prime vittime è rappresentata proprio dal mondo marittimo. I traffici si riducono al lumicino, i mercantili vengono messi in disarmo. Le più colpite sono le navi passeggeri, ormai costosissime e velocissime, ma che non hanno più un pubblico di riferimento: la borghesia colta e cosmopolita delle linee internazionali si restringe a una piccola elité, che viaggia in navi sempre più vuote.

 

Questo porterà, nella prima metà degli anni Trenta, a una iniziativa governativa protezionistica: le compagnie più grandi, N.G.I., Lloyd Sabaudo e Cosulich verranno nazionalizzate e accorpate nella sigla che, per oltre mezzo secolo, sarà la compagnia di bandiera, la Società Italia di Navigazione Flotte Riunite. E’ una sconfitta per la famiglia Cosulich, ma soprattutto una resa alla crisi economica, che vedrà passare di mano sia la flotta che il grande cantiere di Monfalcone, mentre molti dei suoi esponenti verranno “cooptati” per cariche dirigenziali all’interno delle nuove organizzazioni, le attività “in proprio” della famiglia si riducono.

 

Di questa fase, la mostra mette in evidenza le immagini dell’accorpamento all’interno della flotta dell’Italia, e il materiale pubblicitario della nuova flotta pubblica, oltre al materiale documentario rispetto alla guerra che concluderà il periodo e, dalla quale, sia per fortuna che per l’abnegazione degli equipaggi, il Saturnia e il Vulcania si salveranno, tornando in breve a rappresentare la flotta italiana nel mondo.

 

Dal dopoguerra fino ai giorni nostri

Con il dopoguerra, inizia la ricostruzione del “mondo Cosulich”: attraverso una paziente rete di contatti, di investimenti mirati, anche con la nascita di una sede a Genova – propiziata dalla conoscenza dell’ambiente “Italia”, gli eredi della famiglia di Lussino tornano all’attività diretta nello shipping, ricostituiscono una flotta e tornano ad operare ad ampio spettro, dalla ricerca dei noli, alla logistica e, infine al bunkeraggio.

 

La mostra, che si inquadra nelle iniziative del Galata Museo del Mare per diffondere la conoscenza dello shipping in Italia, termina con l’indicazione delle attività attualmente in corso e del loro valore sia per le città di Trieste che di Genova.

In conclusione, la vicenda della “dinastia Cosulich” diventa un mezzo per leggere la storia di un rapporto complesso, ancora in gran parte da scrivere e da raccontare, che è il rapporto tra Trieste e Genova: due città a lungo “antagoniste”, eppure le cui vicende si intersecano e, molto spesso, si specchiano. Città “anziane”, divise tra Mediterraneo ed Europa, ma che hanno saputo superare età di declino e possono guardare nuovamente al futuro.

 

In occasione delle mostre dedicate ai Cosulich dal Museo del Mare di Trieste e dal Galata Museo del Mare di Genova, Comuncarte Edizioni ha pubblicato un catalogo breve in vendita presso il bookshop del Museo al costo di € 10.00 che,  con i testi del curatore Giulio Mellinato e affascinanti immagini d'archivio, ripercorre la storia della dinastia adriatica e delle sue navi inserita nel contesto storico.

 

 

“SULLA ROTTA DEI COSULICH. NAVI E CANTIERI TRA L’ADRIATICO, TRIESTE E GENOVA”

Inaugurazione:  venerdì 27 marzo 2009, ore 18.00

Durata della mostra:  dal 28 marzo al 28 settembre 2009 – mostra temporanea

Catalogo “Cosulich.Dinastia adriatica” a cura di  Giulio Mellinato edito da Comunicarte Edizioni, in vendita presso il bookshop al costo di € 10.00

La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo negli orari di apertura del Galata Museo del Mare:

Da Marzo a Ottobre:

martedì – domenica 10.00 – 19.30                              (ultimo ingresso 18.00)

Per tutto l’anno, lunedì chiuso per individuali ma aperto per scuole e gruppi. Per il solo mese di agosto, lunedì aperto per tutti.

Recapiti per informazioni al pubblico: 0102345655; info@galatamuseodelmare.it oppure www.galatamuseodelmare.it

Sede del Galata Museo del Mare

Calata De Mari, 1  (Darsena - Via Gramsci) 16126 Genova

 

Ufficio Stampa Galata Museo del Mare

Eleonora Errico

Tel. 0102345322 – 335.100.20.79

stampa@galatamuseodelmare.it


Grazie alla Silbe, per la segnalazione.


Luca


 

postato da: ioeilmare alle ore 12:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:cosulich
venerdì, 18 aprile 2008

Fratelli Cosulich, 150 anni di shipping da Lussino a Singapore

da sinista: Matteo, Antonio, Andrea, Augusto Cosulich

Prima ancora che l’Italia fosse unita, e assai prima che Trieste entrasse a farne parte, in quello che allora era il porto principale dell’Impero Asburgico la dinastia dei Cosulich, con l’acquisto di un vascello da 500 tonnellate (Fides),

fece il suo ingresso nello shipping guidata dal Capitano Antonio Felice Cosulich, armatore originario di Lussino, un’isola nel Golfo del Quarnero Oggi sono passati esattamente 150 anni dal 1857, la geografia politica è mutata sensibilmente e

la famiglia Cosulich, che nel frattempo, pur mantenendo la sede legale della capofila Fratelli Cosulich S.p.A. a Trieste, ha fatto di Genova il proprio centro operativo, è divenuta un moderno Gruppo internazionale che fattura circa 600 milioni di euro ed è presente in ogni ramo dello shipping, guidato da un quadrunvirato famigliare al cui vertice è, per anzianità, sempre un Antonio Cosulich.

Succeduto nella presidenza a Callisto Gerolimich Cosulich, mancato poche settimane fa all’età di 95 anni, buona parte dei quali spesi per l’azienda di famiglia, Antonio Cosulich, (past president di Assagenti e dell’International Bunker Industry Association) gestisce il segmento bunker, operativo dal 1969 e in grande espansione, come dimostra l’interessamento ad un nuovo deposito a Singapore. “Ancora non sappiamo se opteremo per un silo a terra oppure per una floating tanker ormeggiata in rada nelle acque territoriali. 

La trattativa è avviata da almeno un anno, ma sono tante le questioni da considerare, dal prezzo alla logistica. Fra l’ottenimento dei permessi e la costruzione un deposito a terra, che comunque rientra fra i nostri interessi, richiede tempo e noi non possiamo aspettare, soprattutto non possono attendere i vettori!” spiega Cosulich. 

La scelta di Singapore, in cui i Cosulich sono presenti dal 1983 e dove nel 1991 ha aperto la Fratelli Cosulich Bunkers (Singapore), non è certo casuale: “L’ex colonia britannica è il crocevia dei principali traffici commerciali via mare del mondo e ciò comporta una grande offerta, e relativa concorrenza, ma anche una domanda di carburante crescente. Abbiamo intenzione di essere ancora più vicini alle principali linee di navigazione del settore container; già da 2-3 anni abbiamo contatti con Maersk, CMA CGM ed Evergreen, fra le altre, che ci hanno esplicitato le loro esigenze: le megaportacontaienr da 100.000 dwt fanno 24 nodi contro i 14 nodi massimi delle navi volandiere, dunque consumano 4-5 volte tanto. Sono navi che ‘bevono’ oltre 150 tonnellate al giorno di carburante, arrivando talvolta a 250 tonnellate, e che hanno bisogno di quantità superiori a 3.000 - 4.000 tonnellate alla volta per fare un pieno”.

Oltre alla posizione strategica vi sono altri aspetti su cui Cosulich punta per affermarsi a Singapore: “Al posto del tradizionale 380 Cst è attualmente in voga il fuel da 500 Cst che, essendo molto viscoso, necessita di essere riscaldato.

Notando che la concorrenza non poteva soddisfare questa e altre richieste, abbiamo deciso di acquistare direttamente il combustibile da produttori mediorientali per poter gestire l’intero ciclo, dalla raffineria alla consegna, che effettuiamo con le nostre nuove bettoline, capaci di pompare 1.500 - 1.700 tonnellate l’ora e dotate di serpentine per il riscaldamento del carburante”. 

 

Le nuove bettoline cui fa riferimento Antonio Cosulich sono le navi con cui la famiglia triestina è tornata lo scorso anno all’armamento dopo 60 anni di assenza (le guerre mondiali, la prima per distruzione e la seconda attraverso la nazionalizzazione – compresa quella dei cantieri di Monfalcone, oggi Fincantieri – avevano cancellato la flotta dei   Cosulich). A gestire il segmento armatoriale (oltre che i servizi di shipmanagement, catering e manning) è Andrea Cosulich, fratello di Antonio. La flotta è composta da tre bunker barges gemelle da 6.500 dwt costruite dal cantiere cinese Sopo (l’ultima consegna è stata quella della Emma Cosulich nel giugno scorso) che concluderà a breve anche la quarta ed ultima della serie.

 

Augusto Cosulich, cugino di Antonio e Andrea, è responsabile invece del settore agenzia, suddiviso fra linea (la tunisina C.T.N, Borchard Lines di Londra ed Ethiopian Shipping Line), tramp (crociere, bulk e tanker per oltre 800 approdi  all’anno) joint-venture (Irital, nata dalla collaborazione con l’iraniana IRISL nel 2003, e Coscon Italy, insieme alla cinese Coscon, dal 1997) e, a Montecarlo, assistenza yacht. Augusto Cosulich segue inoltre l’attività NVOCC, quella di spedizione attraverso società controllate come la Fratelli Cosulich UK o partecipate come la Saimare di Aldo Spinelli (20%), nonché il trading di prodotti finiti e marmo con la Cina attraverso alcune compagnie, tra cui la Link Trading (joint-venture controllata al 70%, il cui restante 30% è in mano alla Fratelli Boschieri). Il quadrumvirato si chiude con Matteo Cosulich, nipote di Augusto, Andrea e Antonio, che gestisce gli interessi delle imprese figlie della diversificazione nel turismo, nel real estate, nell’informaion technology, come Genesys Informatica (specializzata nella creazione di software per il settore marittimo) o Griffin Marine Travel Italy.

Il Gruppo impiega oltre 350 persone nei 6 uffici italiani e nelle 10 sedi estere. Sedi operative sono attive oltre che a Singapore in Brasile, USA, Svizzera, Turchia, Regno Unito, ad Hong Kong,

 

Andrea Moizo
postato da: ioeilmare alle ore 18:02 | Permalink | commenti
categoria:cosulich