sabato, 03 novembre 2007

La Navigazione Generale Italiana invitò i Cantieri Ansaldo di

Sestri Ponente a concorrere alla costruzione di una nave da
oltre 22 mila tonnellate per la rotta verso Buenos Aires.
Mai, in Italia si era pensato di costruire una nave così
grande e mai, da nessun cantiere italiano erano scese in
mare navi tanto grandi.
Per il Cantiere Ansaldo &C. era quindi un'occasione
imperdibile, tanto più che la nave gemella di quella in
questione era stata commissionata a cantieri inglesi, gli
Swan, Hunter Richardson di Wallsend On Tyne.
La sfida per l'Ansaldo era di sicuro ardua, ma allo stesso
tempo, come detto, imperdibile.
La NGI aveva dato tempo un mese per una offerta
dettagliata.
L'Ansaldo firmò un contratto che prevedeva tempi di
consegna più stretti di quelli inglesi e penali, in caso di
ritardo più pesanti.
Era il 31 luglio 1916, stava per nascere il Duilio, gemello
del Giulio Cesare.

Mi permetto di aprire una breve parentesi. La vicenda del
Duilio, come tante altre che l'hanno preceduta o seguita, è
a dir poco incredibile. Si tratta di sfide, se non scommesse
compiute spesso quasi ad occhi chiusi.
Costruire una nave da 22mila tonnellate non era uno
scherzo neppure per i cantieri inglesi, che avevano alle
spalle esperienze più importanti, come la costruzione del
famoso Mauretania della Cunard, una nave che ha
mantenuto il record di velocità sull'atlantico per 15 anni.
Nel caso del Duilio, i progetti erano della NGI, quindi il
merito è tutto loro, ma la realizzazione di un colosso di tali
dimensioni, realizzato quasi interamente a mano...è tutto
del cantiere  e delle sue maestranze.

Quasi sempre nella storia della marineria (so per certo di
quella civile, ma suppongo sia lo stesso per quella
militare) "seconde navi" di una classe erano sempre
migliori delle primogenite, proprio perchè spesso sulle
prime venivano sperimentate nuove idee che poi venivano
migliorate ( o eliminate se dannose) sulle seconde.
E' il caso, ad esempio, del Saturnia. Se andiamo a vedere il
Vulcania, nato dopo era migliore dal punto di vista
tecnologico, perchè su di lei vennero attuate le correzioni
ormai impossibili sul Saturnia.
Ecclatante il caso delle Queens. La Queen Elizabeth è
decisamente più moderna e filante della primogenita, la
Queen Mary. A pari dimensioni la Mary aveva tre fumaioli
contro i due della Elizabeth e il doppio di caldaie per
ottenere la medesima potenza (200mila Cv).
Così il Duilio, nel suo "piccolo" riassumeva in se tutto il
fascino della sfida, della competizione che porta ciascuno a
migliorarsi.

IL 9 maggio 1916 il Duilio era dunque pronto per il varo.
La prua della nave era ancora spiovente sul mare, mentre

la poppa era di tipo ad incrociatore.
I timone era molto simile a quello adottato sulle corazzate
dell'epoca, e l'apparato motore, come nel Giulio Cesare,
era composto da gruppi turbine in gradoo di erogare 22mila
CV.
L'allestimento della nave subì gravi ritardi a causa della
guerra e pot effettuare il suo viaggio inaugurale solo nel
1923, precisamente il 31 ottobre.
Con una stazza di 24281 tonnellate, il Duilio era ben più grande del Giulio Cesare, pur mantenendo la stessa linea esterna.
Era lungo 191 metri e largo 23.34. Disponeva di 10 caldaie, che alimentavano, come detto le 4 turbine Parson, le quali scaricavano la loro potenza su 4 eliche.
Poteva trasportare 290 passeggeri di prima classe, 333 di seconda, 334 di economica  e 716 di terza.
Anche sul Duilio, come sul Giulio Cesare, l'arredamento era molto sfarzoso, molto stile Luigi XIV, ed il salone delle feste in stile Reggenza.

postato da: ioeilmare alle ore 19:48 | Permalink | commenti (6)
categoria:duilio
sabato, 27 ottobre 2007






Eccoci qui.
Se Splinder non mi ammazza per aver postato sei fotografie in fila vi presento alcune delle navi più belle della nostra Storia.
Si tratta del Duilio e del gemello, Giulio Cesare, del Conte Biancamano e del gemello Conte Grande, ed infine del Roma e del gemello Augustus.
Per ora mi limito a questo, e ad  aggiungere che in molti casi le navi "gemelle" poi tanto gemelle non lo erano...è il caso, ad esempio, del Conte Biancamano e del Grande...il primo costruito dai cantieri William Beardmore, di Glasgow, in Scozia, mentre il Conte Grande venne costruito a Trieste, con licenza dei cantieri scozzesi.
Ancora più marcate le differenze fra Roma ed Augustus. Il Roma era una Turbonave, mentre  l'Augustus era una Motonave spinta da motori Diesel.
Di queste navi ci occuperemo nei prossimi giorni.

Per ora è tutto.
Luca
postato da: ioeilmare alle ore 22:44 | Permalink | commenti (6)
categoria:roma, giulio cesare, duilio, conte biancamano, conte grande, augustus